L’Hangar Rosso

Cineforum

Subito prima del colpo di stato che avrebbe posto fine al governo cileno di Salvador Allende e instaurato la dittatura di Pinochet, Jorge Silva è un capitano dell’aeronautica di cui si ricorda in gioventù il valore come paracadutista, e che ora dirige un centro di addestramento per cadetti alle porte di Santiago. La mattina dell’11 settembre 1973 riceve ordini dai suoi superiori di aprire le porte della base militare e favorire la detenzione dei tanti prigionieri catturati durante il golpe. Stretto tra le pressioni dall’alto, in particolare del colonnello Jahn con il quale ha dei trascorsi, e il senso di responsabilità per le reclute che lo guardano con ammirazione come il giovane sergente Hernández, Silva dovrà fare i conti rapidamente con i propri imperativi morali.

Con eleganza concisa, il regista all’esordio Juan Pablo Sallato firma un ottimo thriller su un periodo storico ancora non ampiamente esplorato come i terribili anni settanta in Cile, epoca di brutali violenze e sopraffazioni la cui memoria è ancora viva e dolorosa.

Nel cinema contemporaneo è stato il Larraín degli esordi a sfiorare il periodo della dittatura in modo tangenziale con Post mortem e No, mentre il testo di riferimento nevralgico rimane tuttora il seminale documentario La batalla de Chile di Patricio Guzmán.

L’hangar rosso arriva invece sugli schermi intriso delle preoccupazioni del presente, che viste le circostanze storiche e politiche in cui viviamo hanno riportato in auge il tema della responsabilità personale di fronte all’ingiustizia. Nello stesso anno ad esempio il cinema francese propone La troisième nuit e Notre salut, che interrogano la chiave “burocratica” che resistenza o collaborazione possono assumere in un paese appena occupato dal nemico. Come loro, il film di Sallato mette distanza tra la sua storia e gli eventi principali, seppur minima; siamo infatti ben dentro alla stessa macchina militare, non soltanto ai funzionari di stato, e per giunta a pochi chilometri dal centro città e dalla Moneda dove si barricò Allende. È però sufficiente ad attenuare il clamore esterno per un istante, quel tanto che basta da farci entrare nella testa di Jorge Silva, personaggio realmente esistito la cui storia viene qui rielaborata in finzione. Anche il Capitano ha tempo – poco, perché la serrata sceneggiatura di Luis Emilio Guzmán abbraccia soltanto un paio di giorni a cavallo del golpe – di coltivare il dubbio su ciò che accade e di chiedersi come sia giusto procedere.
Genere : Drammatico
Durata : 83 minuti
Regia : Juan Pablo Sallato
  • 15 Ottobre 2026 16:00
    15 Ottobre 2026 21:00
    16 Ottobre 2026 21:00
    21 Ottobre 2026 21:00
Date spettacoli
  • Biglietto Intero € 7.00
  • Biglietto Ridotto € 5.50

    Riservato ai ragazzi tra i 16 e i 26 anni e agli over 65

  • TESSERA BLU CONSENTITA
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